Le banche nel nostro paese hanno spesso una pessima reputazione e le campagne di comunicazione che sviluppano sui Media tradizionali, e negli ultimi periodi anche attraverso i Social, non raggiungono mai i cuori e le emozioni (positive) dei loro clienti o di quelli che potrebbero diventarlo.

Finalmente, ora, c’è un esempio da seguire! 

Sappiamo, purtroppo, che se in Italia si parla di Social Strategy e Social Video, ma qualcuno non l’ha (ahimè) “già fatto” sembra tutto improponibile e non attuabile. 

Foto TDThanksYou (1)

Questa volta però il cammino è stato tracciato, il budget attuabile e l’idea geniale, nella sua semplicità: ringraziare fattivamente ed in modo tangibile chi per anni è stato tuo fedele cliente, il vero valore di ogni azienda!

La Banca in questione è la Toronto-Dominion che con le sue controllate è conosciuta come TD Group Bank e rappresenta il sesto istituto di credito più grande del Nord America con più di 19 milioni di clienti.

Tutto avviene inaspettatamente ad ignari e sorpresi cittadini comuni che, come accade a tutti noi, vanno a fare un Bancomat (ATM in tutto il mondo…) nella propria agenzia TD Bank, e lì avviene il miracolo: lo sportello automatico si trasforma in “Automated Thanking Machines” per creare alcuni momenti molto speciali:

Sometimes you just want to say thank you #TDThanksYou

Gli esempi del video sono quelli che colpiscono veramente perché in fondo ci rappresentano un pò tutti:

- la signora che riceve i biglietti aerei per Trinidad, così può andare a visitare la sua unica figlia, a cui è stato diagnosticato un cancro,

-  la mamma a cui vengono donati 2000 dollari per avviare un piano di risparmio per i suoi due figli, nonché i biglietti per portarli a Disneyland e tra le lacrime di commozione dice: “non sono mai stata in grado di portare i miei bambini da nessuna parte”,

- Mike Jobin, un grande appassionato di baseball, che riceve un cappello ed una maglia della sua team preferito, i Blue Jays, e la possibilità di lanciare la prima palla in una delle partite ufficiali della squadra.

Ma perchè questo Social Video colpisce veramente l’animo delle persone che lo guardano?

Perchè è vero, spontaneo e dimostra una cura reale per il proprio cliente da parte di TD Bank:  l’analisi sui propri correntisti non è stata fatta limitandosi alle loro disponibilità economiche o alle loro coperture, ma si è voluto capire per cosa vengono utilizzati i loro soldi, cosa per loro è importante, cosa li preoccupa e li avrebbe potuto rendere felici: su questo si è lavorato. L’ATM “speciale” è stato posizionato in una filiale del Canada e tutti i dipendenti hanno collaborato alla progettazione dei regali personalizzati.

Business is Business, ma se la ricerca delle fedeltà del proprio cliente è il must per un’azienda fargli percepire che non è soltanto un numero, ma una persona vera, con cui creare un rapporto paritario cercando anche di ringraziarlo per la preferenza che ha riservato, come in questo caso, ad una banca è la strada migliore per legarselo a se per la vita.

E se pensate ancora che questo non abbia avuto reali riscontri, ecco un pò di esempi, partendo da un video di NBC News…

TD Bank ATM Surprises Customers | NBC News

Il post del video sulla pagina Facebook di TDBank del 25.07.14   ha raccolto a 19.939 “mi piace”, 8.339 condivisioni, 2.987 commenti.

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  • Patrizia De Faveri

    Bell’articolo, ringraziare i clienti anticipandoli con la soddisfazione di un loro bisogno… concetto importante. Il metodo usato perfetto per comunicare emozioni. E comunque a quando una pubblicità un po’ differente da parte delle banche italiane? Ci stanno provando ma fino a questo momento sembra con scarso successo. E per quanto riguarda il video consigliato dall’autore non posso che sottoscrivere: bellissimo quello di Randy Pausch, davvero da non perdere. Complimenti per tutto!

    • Giacomo Lancellotti Durazzo

      Grazie mille Patrizia, sono contento che tu abbia apprezzato l’articolo e sono d’accordo con te che le banche italiane abbiano ancora molta strada fare prima di raggiungere questi risultati.

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