Oggi [4]marketing ospita una riflessione di Laura De Tuoni a proposito di cambiamento e innovazione.

Il cambiamento esiste da sempre, è la velocità che è cambiata.

In natura tutto scorre, ma l’evoluzione caratterizza anche l’esistenza dell’uomo, così come la realtà dei mercati e le esigenze del consumatore e, di conseguenza, la vita delle aziende.

 

Il punto è che ora tutto muta molto più rapidamente.

Quindi così come l’uomo per vivere deve continuare a crescere o in altre parole diventare sempre più adulto,

le aziende che vogliono stare al passo con il mercato, rimanendo competitive, devono dotarsi di strutture organizzative capaci di trasformare se stesse per rispondere adeguatamente ai cambiamenti esterni.

Il cambiamento esiste da sempreL’accelerazione con la quale riferimenti e trends di mercato si spostano e le aspettative dei consumatori si rinnovano, richiede alle organizzazioni grandi abilità di apprendimento e la capacità, non solo di trovare soluzioni innovative, ma anche di rivedere schemi e modalità di analisi dei problemi o delle opportunità.

Non è più possibile solo reagire, attendere che i mutamenti si assestino o prendano una connotazione chiara, ora è fondamentale giocare di anticipo, riuscire a captare le esigenze emergenti e sviluppare e testare immediatamente possibili risposte.

In altre parole il cambiamento deve iniziare ad entrare nel DNA delle organizzazioni: deve diventare un modo di essere più che un’esigenza transitoria legata a fattori contingenti.

La mutazione comporterà sicuramente dei rischi e forse, prima di raggiungere gli obiettivi, si potrà incorrere anche in qualche fiasco, ma nell’attuale instabilità, l’inerzia o un atteggiamento meramente reattivo rappresentano comunque un azzardo.

La buona notizia è che molto spesso le aziende sanno prevedere tendenze e mutamenti che agiteranno i mercati ben prima che prendano piede, ora è tempo di strutturarsi in modo adeguato per dare anche forma e sostanza a queste intuizioni.

Quali aspetti organizzativi determinano l’abilità a rinnovarsi e trasformarsi?

  • Innanzitutto la vocazione all’innovazione. La ricerca del nuovo e del miglioramento costante dovrebbe essere parte integrante della vision dell’azienda e rappresentare un valore cardine ampiamente condiviso dall’organizzazione.
  • In secondo luogo l’apprendimento continuo: nella “learning organization” (v. P.M. Senge) viene promosso un incessante sviluppo del sapere e delle competenze dell’organizzazione nel suo insieme e di ogni individuo al suo interno. La conoscenza va continuamente alimentata, ri-adattata ed applicata a situazioni diverse. L’apprendimento permanente implica anche la capacità di abbandonare conoscenze acquisite e procedure testate, anche se in passato si sono dimostrate vincenti.  La mutevolezza dei contesti ambientali richiede inoltre l’abilità di utilizzare di volta in volta una lente diversa per osservare i fenomeni esterni e di cambiare i modelli mentali con cui decodificare situazioni sempre in evoluzione.
  • In terza istanza l’ampio coinvolgimento dell’organizzazione nel processo decisionale. Questo perché idee e soluzioni inedite nascono più facilmente all’interno di strutture dove vi è una diffusa autonomia gestionale ed un’ampia condivisione delle scelte secondo una logica partecipativa, rispetto ad organizzazioni dove la centralizzazione del potere spesso comporta l’inibizione dell’iniziativa individuale.
  • Una stretta collaborazione all’interno del team ed il supporto di un clima di fiducia sono altri due fattori che aiutano la squadra a cimentarsi nella scoperta e a percorrere strade meno frequentate e sicure. La larga condivisione degli obiettivi e la sicurezza che deriva dell’appoggio dei colleghi rassicurano infatti il singolo che ha meno timore nell’affrontare il rischio del nuovo ed è più propenso a sperimentare soluzioni inusuali.
  • Conoscenza, idee ed intuizioni devono inoltre fluire in modo facile e veloce all’interno dell’organizzazione. In altre parole la struttura organizzativa deve agevolare la circolazione delle informazioni e lo scambio di dati ed esperienze tra funzioni aziendali e tra risorse al loro interno. E’ attraverso la stretta collaborazione ed una comunicazione fluida ed allargata che l’organizzazione riesce a crescere ed ad apprendere più rapidamente perché può attingere dal sapere e dall’esperienza collettivi (v. Team Learning).

Sii il cambiamento che vorresti vedere avvenire nel mondo. Mahatma Gandhi

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  • Paolo Orlandi

    tutto perfetto ottimo, ma secondo me manca un aspetto, la capacità di accettare gli errori, che sono sempre fondamentali. Se non si lascia la possibilità di sbagliare non ci possono essere reali cambiamenti, si anestetizza il rischio:
    pandemiapolitica.com/2014/07/19/elegia-degli-errori-i-tre-principi-di-palchinsky/