Crisi.  Nuovo assetto dell’economia globale. Adesso, non si tratta di aspettare la ripresa e di prepararsi al rilancio. E allora, la vera domanda è: che fare? Se hai un’impresa e se hai dei dipendenti: non puoi fare troppa teoria, non ne hai il tempo.
Le risposte che da un po’ di tempo a questa parte vanno di moda sono 3:

  1. Rete intesa come crescente collaborazione tra imprese per rispondere non solo e non tanto a domande in termini in quantità ma di qualità (nuovi prodotti e servizi);
  2. Web per comunicare e interagire con i propri clienti attuali e potenziali utilizzando i nuovi strumenti in modo strategico e mirato per imparare a: raccontare meglio se stessi e la propria reputazione; conoscere di più il mercato e ciò che esso dice della nostra azienda;
  3. Cloud per organizzarsi: perché ciò che c’è nel futuro si basa sicuramente su più condivisione e più efficienza. In un contesto sempre più mobile e internazionale abbiamo bisogno di ripensare come sono organizzate le nostre imprese.


Secondo me, per emergere in questo nuovo assetto economico, caratterizzato da condivisione, conoscenza, organizzazione ed efficienza, servono strategia e idee più che strumenti.

Per emergere in questo nuovo assetto economico servono strategia e idee più che strumenti.
Perché se è vero che cloud, social e web 2.0 possono anche essere utili e anzi addirittura fondamentali; è anche vero che essi vanno integrati in una visione più completa dell’impresa: insomma non basta lo zucchero a velo per far buona una torta. 

Strategia, non è una parola, è una serie di buone domande e delle risposte non preconfezionateMi sto dilungando. E se hai un’impresa non hai altro tempo da perdere a leggermi.Qualsiasi sia la tua storia, qualsiasi sia la maniera con cui affronterai il futuro ricordati di partire dalla strategia. Strategia, non è una parola, è una serie di buone domande e delle risposte non preconfezionate;  è la base dell’impresa di domani. Prima di iniziare qualsiasi investimento su: rete, web e cloud fermati, guardati attorno e prova a porti 6 domande semplici con risposte complesse:

  1. A chi vendo?
  2. Perché dovrebbero comprarlo da me e non da altri?
  3. Come gli parlo? Cosa gli racconto?
  4. Come sono organizzato? Come circola l’informazione all’interno della mia azienda, con i miei clienti e partner?
  5. Quali sono i partner chiave?
  6. Su quali risorse, umane e non, si basa la competitività della mia azienda?

Risposto a queste domande sei pronto per iniziare a ragionare sui tuoi investimenti in modo strategico ora sì, reti d’impresa, cloud e web possono essere la risposta.
Ora vi lascio, rimboccatevi le mani c’è da lavorare. Farlo bene richiede nuove visioni, nuova aria, e nuove risposte. Respirate, sopravviveranno solo i mutanti, i diversi e i lungimiranti. Perché, lo strumento decisivo per il futuro lo troviamo nella testa dell’imprenditore e in quella dei suoi dipendenti, nell’organizzazione e nelle relazioni con i fornitori e i clienti. Ritorniamo alle basi. L’unica vera killer app per l’azienda del futuro si chiama imprenditorialità. Tutto il resto, se mi permettete io lo chiamo fumo.

  • Condivido pienamente Gianluca.

    Nelle mutate condizioni economiche di crisi e globalizzazione, le imprese che non
    riusciranno a competere con una strategia ben definita, efficienza organizzativa e un posizionamento di valore, usciranno dal mercato. I mutanti, un po’ Darwiniano, ma è senz’altro un termine azzeccato, che ben indica quegli imprenditori che hanno capito che per avere risultati diversi non si possono più fare le stesse cose.

    Il web è molto di moda, ma come dici tu, è uno strumento, un mezzo di comunicazione, che deve far parte di un piano di marketing o di un piano d’azione, che viene dopo però la pianificazione strategica da cui dipende.

    Aggiungerei solo una domanda, necessaria per costruire una strategia d’impresa: 7) quali sono i tuoi obiettivi?

    • GianlucaFiscato

      Grazie per il commento!

      Domanda accettata, la comprendevo alla 1.1

    • Sebastiano

      Rietengo interessante aggiungere due domande trasversali e che spesso in Italia non vengono considerate per la strategia d’impresa:
      8) Che rischi ho all’interno dell’azienda e come tuterarmi?
      9) Come posso utilizzare a mio favore il trattamento di questi per incrementare la mia posizione nel mercato?