L’innovazione passa da tutte le aree aziendali.
Innovazione dei materiali, dei processi, degli strumenti. Innovazioni concrete, reali e tangibili. In ogni caso si tratta di rinnovare, ma anche di rinnovarsi.
Quando poi l’innovazione passa per la strategia, i modelli di business e soprattutto gli schemi di pensiero, subentra l’esigenza di indossare un altro cappello per pensare. Vedere le cose da un’altra prospettiva non è sufficiente, il passo da fare è quello di prendere una prospettiva non convenzionalmente contemplata e cucirla sulla misura che vogliamo noi. Sui modelli di business, ad esempio. Questo il processo alla base della gamification: ludicizzare i processi aziendali per ottenere un concreto risvolto strategico, commerciale, logistico.

Word Cloud "Gamification"


Gamification porta con sé anche creatività, ma soprattutto collettività. Collettività che partecipa ai processi per apportare prospettive che altrimenti sarebbero rimaste non vagliate. La folla non organizzata che contribuisce a creare qualcosa. A questo punto facciamo un passo indietro e parliamo di crowdsourcing: il processo attraverso il quale si arriva allo sviluppo, alla progettazione e alla pianificazione di un progetto grazie al contributo di utenti indefiniti e non preventivamente organizzati. Wikipedia ne è un esempio ben riuscito. Se vogliamo pensare ad un’azienda che ha sfruttato la teoria del crowdsourcing e l’ha intrisa della teoria della gamification, andiamo al contest organizzato nel 2011 da Volkswagen per creare il modello dell’auto del popolo. Un gioco online che ha raccolto oltre 50mila contributi nel giro di 10 settimane e oltre 33 milioni di visite al sito. (Accenture) Un gioco che ha reso il consumer un prosumer, un attivo attore del processo di vita del prodotto.

Meccanismi giocosi che danno vita a risultati seri, concreti e innovativi.

Un altro esempio lo faccio citando un’azienda che ho conosciuto personalmente: Breton Spa. Un’azienda che si occupa di produzione di macchine e impianti per la lavorazione della pietra composita. Un’azienda che opera nel B2B, ma che ha trovato un grande spazio di comunicazione in alcuni tra i più importanti canali social. E proprio per la quantità di materiale richiesta per i social media e per la gestione del sito ha pensato ad una soluzione davvero innovativa. Invece di rivolgersi ad uno studio fotografico, ha indetto un contest tra i dipendenti con alcuni premi in denaro. I premi sarebbero andati alle foto e ai video più rappresentativi e interessanti relativi al montaggio delle macchine e dei centri prodotti da Breton, montaggi che avvengono in tutto il mondo. In questo modo non solo avrebbe ottenuto il tutto con un costo nettamente minore, ma soprattutto avrebbe guadagnato un punto di vista estremamente interessante ai fini dell’elaborazione di materiale interessante per il target di interesse, quello degli addetti ai lavori.

Il contest ha avuto grande successo:

  • ha stimolato la creatività della forza lavoro, spingendoli a mettersi alla prova in qualcosa di nuovo, che ha sicuramente incrementato in senso positivo la competitività
  • ha permesso di reperire una quantità notevole di video, foto e materiale utile per tutti i canali web e materiale cartaceo
  • ha fornito materiale ottimizzato per il target di interesse: l’azienda afferma di ricevere moltissimi contatti da Youtube, di aziende che vedendo i video sul funzionamento e montaggio delle macchine, trovano interessante e soprattutto esaustiva la presentazione dell’azienda.

Il meccanismo giocoso per stimolare la creatività ed ottenere interessanti risultati anche in questo caso sembra aver funzionato.

Attingere alla creatività e alla gamification può essere un approccio interessante anche per le aziende che prima di innovare e rinnovarsi hanno necessità di porsi alcune domande e trovare alcune risposte, o meglio individuare alcuni problemi.

Questo è quello che propone FrogMarketing con il Playground: le soluzioni esistono già, troviamo il problema. Giocando.

Di questi vari approcci presentati forse uno potrebbe fare al caso vostro! Che ne pensate? Avete voglia di condividerlo?