Oggi ospitiamo per la prima volta su [4]Marketing Claudia Ruffin, che ci racconta il suo punto di vista a proposito del fashion blogging.

Al giorno d’oggi assistfashion-bloggeriamo sempre con maggior frequenza, all’espansione del fenomeno dei Fashion Blogger.
Chi è un fashion blogger?
Colei o colui che, sfruttando la propria passione per la moda come mezzo diretto ed immediato di comunicazione, ha cambiato  – più o meno consapevolmente – le regole della fashion communication.

Oggigiorno, anche chi non ha mai avuto in mano una rivista specializzata può osservare “da vicino” le aziende appartenenti al fashion system, a costo zero e in tempo reale, grazie ai fashion blogger e alla rapida viralizzazione dei contenuti che il web 2.0 ci permette di generare.

Il fenomeno dei fashion blogger è cresciuto e si evoluto ad un ritmo notevole. Grazie all’influenza e alla visibilità che i fashion blogger si sono conquistati sono nate molte collaborazioni dirette tra questi e i brand del settore della moda, soprattutto emergenti a conferma della dinamicità e capacità di adeguarsi del settore moda.

Allo strumento del blog si aggiungono strumenti ancor più semplici dal punto di vista della gestione e con lo stesso effetto volano. Esempi concreti ce li possono raccontare i social: tweet star chiamate a promuovere prodotti da grandi brand, makeup artist con milioni di fan su facebook rincorse dalle case produttrici di makeup, e molti altri ancora. Il fashion system, ha compiuto un importante passo, avendo compreso la potenzialità attrattiva e la capacità di sostenere le scelte d’acquisto dei consumatori di questi influencer e media.

Questo fattore ha dei risvolti decisamente impattanti per il mondo fashion: la distanza tra l’azienda di moda ed il pubblico si è notevolmente assottigliata, rendendo meno complesso il contatto tra le due parti in gioco. Questo ovviamente si traduce in vantaggi per i brand che riescono a sfruttare queste potenzialità con successo, sia per quanto riguarda la brand image che, naturalmente, per la strategia commerciale.

bloggers

Nonostante questo dinamismo rimane una nota negativa, le aziende raramente si assumono il rischio di andare oltre la classica comunicazione unidirezionale. Rare, infatti, sono le occasioni in cui permettono la partecipazione attiva del consumatore alla pubblicizzazione del marchio. Personalmente, credo che questa sia una perdita per molte aziende del settore, ma soprattutto per i brand emergenti, che necessitano di una notevole visibilità per potersi distinguere.

Insomma, la moda è creatività e originalità ma a molti brand queste due caratteristiche sembrano proprio mancare sul fronte della comunicazione 2.0. Certo, è vero anche che per molti brand la scelta è strategica, si tratta di voler intercettare o meno un determinato target. Ma perché non provare a far parlare di sé un pubblico più ampio? Perché non cercare il coinvolgimento di molti?

Quindi, da consumatrice e da attenta osservatrice, consiglio vivamente a queste – vere – aziende di puntare, oltre che sui blogger, anche sulla creazione un’esperienza entusiasmante, che resti impressa nella mente, che lasci qualcosa e che soprattutto, sia piacevole da condividere, non solo sulla rete!

SHARE
Previous article#buon2014
Next articleTi sei innamorato troppo dei social media?
Altri Autori
"Che senso ha chiudersi? Siamo aperti. Chi scrive con Mr. Four si distingue: etico, non convenzionale, innovativo, creativo, alla ricerca di nuove sfide ma soprattutto coerente con quel che dice, scrive e fa. Gli Altri Autori sono persone pronte ad entrare in un frullatore di conoscenze, punti di vista, opinioni, ricerche ed esperienze e a partecipare in maniera attiva alla nostra community. Se hai qualcosa da dire e non hai paura, Mr. Four è pronto ad accoglierti!"