Da ottobre 2013 girano su Facebook divertenti fumetti con personaggi molto simili a coloro che li pubblicano che spiegano la situazione che stanno vivendo. Questo è reso possibile dall’applicazione del momento: Bitstrips.

Bitstrips impazza su Facebook e le aziende ne approfittano

Si tratta di un’app per mobile che consente di creare l’avatar di chi lo utilizza scegliendo il colore dei capelli, il fisico, l’abbigliamento permettendo, inoltre, di contestualizzarlo in una situazione simile a quella del momento. Arricchiscono l’esperienza d’uso la possibilità di inserire balloons con frasi simpatiche e una breve descrizione della scena.
A rendere l’applicazione davvero divertente è la possibilità d’inserire nel fumetto altri personaggi, ovvero amici già presenti su Facebook che hanno, o no, il proprio avatar su Bitstips.

Analizzando la filosofia sottostante quest’applicazione si nota come in realtà non ci sia nulla di fantascientifico, semplicemente è stato reso possibile realizzare un avatar, come in molti giochi succede da anni, e contestualizzarlo.
La vera molla del successo è stata la possibilità di auto-rappresentarsi “mettendoci la faccia” in modo diverso dalla classica fotografia. Se si riflette con attenzione, questa è la base del successo dei social network e in particolare di Facebook, dove l’autoreferenzialità è regina indiscussa.
Non solo, da un paio di anni la moda per la fotografia sta conquistando la rete, l’immagine è diventata ancor più mezzo di comunicazione perché guardare è più immediato che leggere, e fotografare più immediato che scrivere.
Se si può essere ancora più veloci con un fumetto cosa c’è di meglio?

Il motivo per cui ho deciso di trattare l’argomento in questo spazio, in cui si evidenziano e si spiegano le novità che il web mette a disposizione per le aziende in modo più o meno diretto, è che Bitstrips può essere un tools aziendale dai risultati interessanti.
Questa nuova app, infatti, permette alle aziende di assumere un volto; dà la possibilità di perdere l’aura istituzionale e di entrare in contatto con i propri follower.
Come? Ci sono diversi metodi, e diversi pareri a riguardo. A mio avviso, il più interessante consistite nella creazione di un avatar che rappresenti alcuni dipendenti dell’azienda all’opera con il prodotto, o tra di loro. Elemento fondamentale, però, è non perdere serietà. Bitstrips è già uno strumento nato per il divertimento dell’utilizzatore, renderlo ulteriormente comico può condurre a un’immagine poco seria dell’azienda.
Se l’impresa tratta argomenti complessi e tecnici, al contrario, potrebbe servire per sdrammatizzare il contesto; come, ad esempio, sostituendo le FAQ classiche con un avatar che dà delle spiegazioni.
In realtà non esiste un uso corretto o scorretto, il tutto sta nella giusta dose, nella capacità di adattare lo strumento all’obiettivo e al tipo di attività.

Quattro regole possono sicuramente essere un foglio d’istruzioni per il “corretto dosaggio”:

  1. Usarlo solo se si ha qualcosa da raccontare
  2. Essere realistici nelle rappresentazioni e nelle “messe in scena”
  3. Usare avatar che rappresentino qualcuno di reale o una mascotte. Ad esempio, Galatine ha deciso di incoraggiare gli utenti a creare il proprio avatar e di relazionarlo con il mondo Galatine. Purtroppo l’iniziativa non ha avuto successo, probabilmente a causa della mancanza di una vera identità dell’avatar inserito.
  4. Usare correttamente l’italiano

Quattro regole per le aziende per usare Bitstrips

Ancora una volta il web ci ha messo a disposizione uno strumento che, se usato sapientemente, permette di aumentare l’engagement degli utenti, di ridefinire l’immagine di un’azienda poco vicina all’utente, e di facilitare il contatto con il cliente. L’obiettivo, quindi, è quello di aumentare l’interattività azienda-cliente e smorzare l’aspetto di autoreferenzialità tipico dei social media.

Come spesso accade, il web semplifica i tools aziendali permettendo di fare piccole prove e di dialogare con il cliente in modo nuovo e inimmaginabile per le imprese fino a qualche anno fa. Tuttavia, è bene sottolineare che l’economicità del prodotto non sposa l’economicità strategica: si rende sempre necessario un planning strategico di fondo che deve essere gestito con sapienza. In questo caso, Bitstrips permette di creare un contenuto in modo autonomo, ma non di realizzare una vera strategia. Non ci si può stancare di ribadire quanto la comunicazione sia uno strumento al servizio del marketing e come tale deve essere integrata all’interno di un piano marketing, a sua volta al servizio di una strategia aziendale.

E’ arrivato il momento di metterci all’opera e provare questa nuova e divertente opportunità del web per avere la possibilità di gestire in modo alternativo la comunicazione con i nostri follower; cosa aspettiamo a fare la differenza?