One Decision (Child Safety Film - Vehicular Heat Stroke) foto 2Un’iniziativa per prevenire, aiutare e salvare: un messaggio sociale veicolato attraverso un video che non è improntato sul divertimento – facile strada per la viralità sui Social – ma permeato di emozioni forti. “Un pugno allo stomaco” che colpisce e lascia senza fiato fino alla fine – in un susseguirsi di immagini, focalizzate sul volto di un bambino – la leva giusta per sensibilizzare e condividere.

 

La casa di produzione RED CASTLE PRODUCTIONS di Ogden Utah USA ha realizzato (per evidenziare i suoi skill) un Social Video, che è molto di più di un semplice esercizio stilistico o di un video promozionale, decidendo, così, di mettere tutte le sue capacità al servizio di una causa meritoria.

Ci troviamo di fronte ad un esempio di come si possano sfruttate le potenzialità che i Social Media offrono per promuovere il proprio business, facendolo, però, attraverso modalità che ingaggino positivamente l’audience.

L’obiettivo che si pone la RED CASTLE PRODUCTIONS insieme ai suoi “Sponsor/Supporter”:

Smith and Edwards
Techna Glass
North View Fire District
Motor Vehicle Enforcement Division
Hopscotch F/X

è quello di farsi conoscere ma, soprattutto, quello di offrire un valore aggiunto sociale, diffondendo e sensibilizzando l’attenzione sul problema, spesso anche da noi al centro delle cronache, delle morti di bambini in auto per colpi di calore.

Il Social Video è atipico rispetto a quelli che siamo abituati a vedere sia per la sua realizzazione sia per la sua “forma” che è quella dei corti o dei lungometraggi cinematografici e non degli spot o dei video virali tout court. La durata, più di 7 minuti, sembra contraddire la regola (non scritta) che un Social Video debba essere al massimo di 2/3 minuti, ma in questo ritroviamo il vantaggio che l’essere non convenzionali, nel mondo dei Social, può offrire.

Gli altri aspetti che rendono il video virale (con più di 600.000 visualizzazioni in 20 giorni con tanti “Thumbs up” e commenti positivi) sono: la creazione della suspense e l’ingaggio dello spettatore attraverso la sua immedesimazione nella situazione, nelle immagini del quotidiano di ognuno di noi che ci riportano ad una triste realtà purtroppo, troppo spesso, riportata dai media.

Lo sguardo del piccolo e gli stacchi sulla madre, intenta nel fare una normale spesa, ci accompagnano in un crescendo di “sgomento ed intensa sofferenza”, di qui l’empatia e la successiva necessità di voler interagire e condividere per diffondere il messaggio che il video si propone di enfatizzare.

La Strategia Social compie il suo cammino attraverso la sensibilizzazione delle menti e il “pungolo” dei cuori delle persone chiamate ad agire e a non rimanere inerti: questo vale sia per chi si dovesse trovare realmente in una situazione similare (esortandoli a chiamare le forze dell’ordine o ad intervenire direttamente per salvare una vita) sia per chi diffonderà attraverso i propri canali Social il video, facendosi ambasciatore di un grido d’attenzione attraverso immagini crude che non dimenticano con facilità.

La funzione informativa, e formativa, del video si pone come elemento di responsabilità nei confronti della comunità in generale e dei bambini in particolare, la condivisione del contenuto è un chiaro aspetto di civiltà e senso civico, i dati che scorrono come titoli di coda sono, in questo senso, una vera a proprio Call To Action, subliminale, “scioccante” ma molto efficace.

Chiudiamo, quindi, con qualche nota più leggera: il piccolo protagonista, Yodi, è stato filmato all’interno di un auto con aria condizionata, il suo sudore non è nient’ altro che acqua ed il suo pianto “sincero e disperato” è frutto solo della sorellina che gli ha rubato, per qualche secondo, suo giocattolo preferito.