Questo articolo è un’introduzione al mondo di Google Analytics. Non sarà una guida esaustiva delle sue funzioni, ma una guida all’interpretazione delle statistiche offerte.

Partendo da zero, Google Analytics è un servizio online che permette di monitorare le visite del proprio sito internet. È uno strumento gratuito (fino a 10 milioni di visualizzazioni al mese) che registra molte informazioni ogni volta che un utente visita il nostro sito. Le uniche cose necessarie sono un sito web da monitorare e un account Google.

L’installazione prevede la registrazione al servizio e l’inserimento di uno script in tutte le pagine del sito internet (e questo è forse l’unico momento in cui potreste aver bisogno di un aiuto da qualcuno più esperto, ma una volta fatto, passa la paura). Completata l’installazione potremo iniziare a vedere le statistiche del nostro sito web.

Tutto ciò è fantastico, ma cosa guardare esattamente? Le informazioni fornite dal servizio di Google sui nostri visitatori sono molte, ed è facile perdersi nella marea di dati, oppure limitarsi a guardare il numero delle visite che, si spera, crescono giorno dopo giorno. Ci sono molti tipi di statistiche rilevanti in base al tipo di sito web da analizzare. Ad esempio per un blog sarà utile verificare quante persone interagiscono con commenti e condivisioni. Se curiamo la condivisione sui Social Network, vedere quante visite provengono dai Social. Per un e-commerce sarà indispensabile impostare degli obiettivi per verificare la percentuale di successo nelle vendite.

Lo scopo di interpretare le statistiche è “monitorare per migliorare”: capire quali sono le criticità del sito web e dove possiamo migliorare e ottenere più traffico di qualità. Andiamo a vedere quali potrebbero essere le metriche più utili da tenere d’occhio.

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Tutte le informazioni che si possono visualizzare in Google Analytics sono legate ad un periodo di tempo che è possibile selezionare, oppure si possono confrontare periodi differenti. È molto utile confrontare periodi diversi per capire come si evolvono le visite del nostro sito, in quali punti è migliorato e capire quali sono le azioni da intraprendere per aumentare le visite utili verso le nostre pagine.

La prima sezione “Pubblico” riguarda i visitatori del sito. Possiamo vedere una panoramica con il numero di visitatori unici (idealmente una singola persona che effettua una o più visite), quali visitatori sono nuovi e quali invece hanno già visualizzato il sito precedentemente, le visite totalizzate, il periodo di tempo passato in media sulle pagine del sito e la frequenza di rimbalzo. Quest’ultimo dato in particolare è utile per verificare quanto il nostro sito è “appetibile”: misura la percentuale di visitatori che effettua una visita ed esce subito dal sito senza visitare altre pagine. Più questo valore è basso, più i nostri visitatori sono inclini a visitare in profondità il sito web.
Ogni sotto-sezione va ad approfondire un aspetto della visita, come ad esempio la lingua del visitatore, la provenienza geografica, il browser usato, il tipo di dispositivo utilizzato per l’accesso (computer, smartphone o tablet). È utile verificare ad esempio se il sito è adatto per essere visto anche da dispositivi mobili come smartphone e tablet e possiamo verificarlo andando a visualizzare la frequenza di rimbalzo nella sezione Mobile.

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La seconda sezione “Sorgenti di Traffico” è molto utile per capire come gli utenti arrivano al nostro sito web. Possiamo vedere dalla panoramica quanti provengono dai Social Network e verificare quindi l’efficacia della strategia Social utilizzata, quanti arrivando dai risultati dei motori di ricerca e capire se è necessario effettuare o incrementare un’eventuale ottimizzazione SEO. O ancora vedere quali sono gli altri siti che hanno un link che punta al nostro sito (Referral) e verificare un’eventuale strategia di link building.
Nella sottosezione “Tutto il traffico” possiamo vedere quali sono le parole chiave per le quali il visitatore arriva al sito e cercare di capire se sono attinenti al nostro business o se vanno ottimizzati i contenuti presenti per altre chiavi di ricerca.
Un’intera sotto-sezione “Sociale” permette di monitorare il successo delle strategie adottate sui Social Network per le visite al sito web.

La sezione “Contenuti” mostra quali sono le pagine più visitate, quante visualizzazioni di pagina, il tempo medio per ogni pagina ed altre statistiche un po’ più tecniche come la velocità di caricamento del sito. Una parte molto interessante sono le pagine di destinazione e le pagine di uscita che ci permettono di capire rispettivamente da quale pagina i visitatori entrano nel sito web e da quale lo abbandonano. Questo ci permette di capire quali pagine godono di migliore reputazione e procedere ad un eventuale ottimizzazione delle pagine meno richieste.

La sezione obiettivi invece ci permette di focalizzare l’attenzione su dei particolara del sito a nostra scelta. Se una pagina (o un azione, come la compilazione di un form contatti) è ritenuta più importante rispetto ad altre pagine ed è la destinazione verso la quale desideriamo vada il nostro visitatore medio, possiamo decidere di impostare un obiettivo, grazie al quale possiamo verificare la percentuale di visite che hanno centrato l’obiettivo rispetto al totale dei visitatori.
Dall’area “Amministrazione” è possibile impostare diversi obiettivi inserendo la pagina o l’azione target. Dalla sezione obiettivi sarà poi possibile verificare la percentuale di raggiungimento degli obiettivi. Inoltre su un sito e-commerce (Google Analytics si integra con i principali gestori di e-commerce) può essere molto utile utilizzare la canalizzazione per capire dove i nostri potenziali clienti abbandonano il processo di acquisto.

Google Analytics è uno strumento molto potente con molti dati a disposizione. A volte le statistiche possono essere fuorvianti, quindi il consiglio è iniziare con dei piccoli passi, capire quali sono le metriche più interessanti e monitorare più spesso quelle statistiche su cui è possibile intervenire direttamente e più facilmente, come ad esempio l’ottimizzazione dei contenuti, l’ottimizzazione per i motori di ricerca e le strategie di condivisione sui Social Network.
Pronti a “monitorare per migliorare” il vostro sito?

  • irene_scapin

    Premetto di essere una neofila, autodidatta, del mondo blog e di google analystics, ma dopo aver letto questo articolo, mi sono appassionata ancora di più al caso, proprio perchè curiosa di capire cosa spinge qualcuno a entrare su un mio post o come ci arriva.
    Inizialmente avevo evitato di mettere link nella mia pagina Fb del blog, un po’ per pudore, un po’ perchè pensavo che gli argomenti non potessero interessare i miei amici. Passate le prime due settimane, il blog ne ha 4 in tutto, ho cominciato a fare i collegamenti, e a dispetto di quanto mi aspettassi il traffico di referral è il doppio da Fb di quello proveniente da Tumblr, nonostante i post che metto siano una minima selezione.
    Credo sia per una questione di curiosità/reputazione, generata in coloro che già mi conoscono che li porta a entrare nel sito.. o ci sono altri modi d interpretare la cosa? 🙂

    • albuor

      Ciao Irene, grazie per il commento. Sono andato a guardare il tuo blog su Tumblr. Non conoscendo il caso particolare, posso dirti una mia personale interpretazione.

      Da Facebook, come hai osservato, la tua rete di amici già consolidata visita i tuoi contenuti grazie alla reputazione e curiosità per gli articoli che pubblichi. (lo puoi dedurre anche da quanti Facebook like ricevi nei post).

      I referral da Tumblr saranno più numerosi se i tuoi articoli vengono commentati e ripubblicati, o se sarai seguita da altri utenti all’interno di Tumblr.

      In questo momento sono le persone con cui intrattieni conversazioni o con cui hai una maggiore reputazione che porteranno visite al tuo blog.

      Spero di aver centrato la domanda, in bocca al lupo con il blog!