imagesC’è una vignetta che gira su Facebook negli ultimi giorni: lui e lei al telefono, lui dice a lei “metti giù prima tu”, lei “no metti giù tu” e lui ancora “no metti giù tu”, e Obama “vabbé metto giù io”. Ho riso per due ore! È stata la notizia di giugno e mica da poco.

Abbiamo sentito parlare di Grande Fratello – e non quello televisivo – per anni, alcuni sorridendo alcuni preoccupandosi, e poi eccolo lì, quello che pensavamo essere il nostro grande fratello che ci guarda e ci controlla. Si Obama, un po’ mi hai deluso! Certo anche i cittadini americani ci mettono del loro, tra Social e compagnie telefoniche, come del resto avviene qui nella vecchia Europa. Tutti allarmati, scandalo generale, violazioni denunciate. “Il fine giustifica i mezzi”? Non so, l’America si giustifica affermando che le intercettazioni sono finalizzate a difendere la sicurezza nazionale. Sarà. Però una riflessione sulle tecnologie e sul diritto alla privacy così sbandierato ma poco attuato, mi pare doverosa.

Anche qui da noi, gridano tutti ad una legge per il web. Legge o non legge, bisogna effettivamente imparare a dare il giusto peso a Social&Co. Come tutte le rivoluzioni, anche quella digitale anticipa clamorosamente i tempi del legislatore. E sbaraglia anche la sensibilità dell’utente, che spesso non percepisce la portata del cambiamento e sottovaluta l’importanza di una adeguata legislazione a tutela di tutti noi.

Siamo arrivati al paradosso per cui se si apre per errore la corrispondenza del vicino di casa, si può essere denunciati e incorrere in pesanti sanzione, mentre stati e grandi aziende utilizzano con la massima libertà informazioni anche estremamente sensibili.

In attesa di decisioni dall’alto, potrebbe essere utile e apprezzabile un codice di autodisciplina degli operatori e degli abitanti della rete.  In questo caso come mai prima, il confine tra la libertà personale e quella degli altri è significativo e fondante, proprio per la semplicità di accesso data dallo strumento.

Vogliamo provarci? Uniamo le forze e le idee e scriviamo un codice di comportamento da condividere in rete!

 

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Flavia Fiocchi
"Io scrivo di quello che vedo e del mio tempo: ieri è passato e forse ci sarà un domani, per ora c'è un presente che ci unisce e bisogna farlo crescere. Questo mi interessa. Avere buone idee e svilupparle. Mi occupo di Arte, che è cosa mentale ma non cerebrale, bisogna sentirla come parte di se, del proprio orizzonte, come possibile connessione con il quotidiano. Credo nelle collaborazioni, negli scambi e negli sguardi, che spesso sono un'illusione, ma in un attimo cambiano le carte in tavola e le persone."