Food DesignI blog dedicati alla cucina sono in continua crescita. L’analisi condotta da “Reputation Manager” afferma che 340 mila persone su Facebook seguono le pagine dei foodblogger italiani, di cui 30 mila sono quotidianamente attive con like e commenti ai contenuti. Anche le trasmissioni che in tv parlano di cucina sono sempre più presenti sui social network.

Generalmente, quella dei food blogger non è una professione a sè, nella maggior parte dei casi si tratta di semplici appassionati di cucina che, tornati a casa dopo il lavoro, testano nuove ricette, le assaggiano e le “postano” sul loro blog.
Instagram, Pinterest e soprattutto Evernote Food, Vinix e Disharing sono solo alcuni dei social più popolati da appassionati di settore, che si affiancano a blog personali, aziendali o che forniscono esclusivamente recensioni.


Si è diffusa la preoccupazione che questi “chef amatoriali” possano occupare spazi tradizionalmente occupati dagli esperti di settore.

L’analisi condotta da Blogmeter delle trasmissioni tv che hanno avuto maggior successo (gennaio 2013) su Facebook e Twitter, mostra che il programma “Cotto e Mangiato”  è tra i cinque programmi tv italiani che hanno più fan su Facebook, e “Masterchef” è tra i più seguiti su Twitter.

Crisi, Social Media e Cibo: quale rapporto?

Dal Rapporto Coldiretti “Crisi: vivere insieme, vivere meglio” emerge che il 29% degli italiani dichiara di fare ricerche sul web per confrontare prezzi e qualità dei cibi.
Queste tendenze stanno cambiando il nostro modo di scegliere alimenti, marche e ristoranti. Ci fidiamo sempre di più dell’opinione di sconosciuti rispetto alle nostre impressioni e alla fiducia delle marche alimentari tradizionali.

Ristoranti, Social media e FoodbloggerI ristoranti più all’avanguardia cercano di cavalcare l’onda dell’era del food-friendly sfruttando i vantaggi dei social media, stimolando ulteriormente il passaparola e creando un “filo conduttore” tra il ristorante e il cliente, offrendo l’opportunità di ricevere consigli e rispondere a critiche e complimenti.
I food blogger lanciano tendenze culinarie, veicolano i consumi attraverso consigli, recensioni e ricette, sono opinion leader del mondo del cibo. I foodies, gli appassionati di cibo che sostengono che i food blog sono tra le più importanti fonti di informazione, veicolano le scelte di itinerari gastronomici e ristoranti. Si è sviluppata persino la tendenza a fotografare piatti casalinghi o mangiati al ristorante: il foodstagram, la condivisione di fotografie su blog e social network dedicati al cibo e non solo.

Il ristorante Comodo di New York ha realizzato l’hashtag #ComodoMenu  proponendo ai suoi clienti di condividere su Instagram e Twitter le fotografie dei piatti serviti. Hanno così creato l’Instagram Menu, con il quale gli utenti possono scegliere l’ordinazione anche da casa, in base alle fotografie ed alle recensioni degli altri clienti.

Tutti i ristoranti e le aziende alimentari dovrebbero dare molta importanza all’impatto che le comunità virtuali possono avere per promuovere o scoraggiare il consumo di determinati prodotti, o per accreditare o meno la qualità di ristoranti.
Tuttavia, come in ogni settore le opportunità offerte dal web possono trasformarsi in minacce. TripAdvisor, il celebre sito web che pubblica pareri derivanti da esperienze personali su hotel e ristoranti, ha ricevuto numerose lamentele su sospette recensioni negative create da diretti concorrenti, che hanno avuto un notevole impatto sul rendimento aziendale.