State ancora pensando a come usare al meglio Twitter? Forse questo post vi aiuterà.

Io dico spesso che c’è un’analogia tra quanto accade in azienda e quanto invece accade nella nostra vita di tutti i giorni. Lo dico ai miei studenti parlando del marketing: pensiamo a come si approccia una cena di lavoro, una serata tra amici, o il primo appuntamento con una ragazza e le similitudini con le diverse forme di ascolto e comunicazione che l’azienda deve adottare con i clienti pensando a loro come a persone. Beh, se si vuole capire Twitter basta pensare a quella persona che nella nostra vita è IL comunicatore perfetto: la mamma!

mamma al telefono

Tanto per cominciare, la mamma da sempre ha assunto il ruolo di comunicatore ufficiale di famiglia. Per mia mamma un giorno non aveva senso senza prendere contatto con tutte le persone della sua cerchia personale: figli, amici più stretti e parenti. Mio padre, invece, spesso parlava di compagnie telefoniche :). Non rispondere alle sue chiamate sarebbe stato un grave errore. Ne avrebbe fatto una questione personale con conseguenze nefaste e probabili sensi di colpa.

Anche su Twitter è una buona idea comunicare con le persone rilevanti della nostra vita. Non è una questione legata al numero di follower ma quanto alla qualità di tali follower. Essi devono godere di ciò che si sta condividendo.

Mia mamma condivideva spesso. Almeno 3-4 volte alla settimana. Che cosa condivideva? Mi aggiornava su quello che stava accadendo alle persone che conoscevo (a volte anche su quelle che non conoscevo) trasbordando spesso in quello che nel corso del tempo ho poi chiamato “storia-mode”: una sorta di ritorno al passato che spesso partiva dal battesimo… Sarebbe stata fantastica su Twitter perché avrebbe postato informazioni importanti 3-4 volte a settimana. Certo, forse con qualche problema con i 140 caratteri, ma sarebbe stata fantastica! Infilando qua e la qualche informazione storica o di background capace sempre di sorprenderti.

Ecco un’altra cosa importante. Mia mamma, per raccontarmi tutti questi aggiornamenti, doveva ottenerli dalla sua cerchia di contatti. Lo stesso vale per Twitter. Si tratta di ascolto (o forse di più). In poche parole, come per Twitter, mamma “followava” tutte le persone pertinenti della sua vita, in modo potesse mantenere i suoi “follower” aggiornati con le informazioni più preziose.

Ora ho una confessione. Mamma, mi dispiace, ma ci sono stati momenti in cui non ero veramente interessato a ricevere i tuoi aggiornamenti, specie quando entravi in “storia-mode”. Sono uscito dalla conversazione per poi tornare quando mi interessava. Su Twitter è uguale, posso creare una “zona di ascolto” (magari usando topics, rss feed e google reader) che mi avvisi quando ci sono degli argomenti che mi interessano.

Incredibile, vero? Vedete quanto Twitter è realmente esistito da sempre nella vostra vita? Solo che non necessariamente in formato on-line. Forse si può imparare qualcosa su come utilizzarlo più da vostra madre che da un mago del computer!

  • Grazie perfetto! Mi piace molto quando una riflessione mi riporta alla giusta equidistanza tra lo strumento, che spesso rischia di prendere il sopravvento, e quello a cui serve quello strumento, il suo perché e come, che spesso dimentichiamo. L’esempio è davvero chiarificatore.

    • Cristiano Nordio

      Grazie Matteo!