Si è aperta la caccia ma prima di colpire il bersaglio bisogna mirarlo. Prima ancora bisogna preparare l’arma e caricarla. Non è la caccia al nemico ma è la “caccia” al cliente ideale.

Ma siamo sicuri che il cliente ideale vada veramente cacciato? E se fosse lui a venire da noi?

centrare obiettivo

L’email marketing è proprio uno dei modi per far si che il cliente venga da noi attraverso: le newsletter e le campagne dem (direct email marketing).

Le prime sono mail periodiche che, per esempio, un’azienda può inviare ad utenti interessati alla propria realtà contenenti  notizie sull’azienda stessa, sui nuovi prodotti, sugli eventi ed iniziative.

Le seconde sono email preparate con contenuti ad impatto grafico e inviate in modo massivo con lo scopo di promuovere un dato prodotto o servizio.

Entrambi gli strumenti arrivano a destinatari i quali hanno acconsentito a questo tipo di contatto. Avete capito perché molti siti per essere visitati chiedono la registrazione? Liberi di decidere e consapevoli di farlo… questo il motto.

L’email marketing rappresenta una delle tecniche migliori per ottimizzare gli obiettivi del commercio b2b e b2c.

L’imprenditore da sempre ha due esigenze: SPENDERE POCO e OTTENERE MOLTO. Anzi, molto spesso,non vuole spendere proprio e contestualmente ottenere molto nel breve, brevissimo periodo: un campagna dem è capace di produrre un feedback nelle prime 24/48 ore dal lancio della comunicazione.

Il modello dell’email marketing è costituito dalla consapevolezza degli utenti di voler far parte del business di una precisa azienda che dispone e archivia i dati di coloro che lo acconsentono in modo dinamico; ed è proprio su questi dati che si costruiscono le strategie di contatto.

Personalmente ogni giorno mi arrivano almeno venti mail tra newsletter e DEM. L’ho deciso io. E quando voglio posso decidere di non riceverle più: queste mail sono mirate e dedicate a tutto ciò che è di mio interesse.

Quindi l’obiettivo principale è mantenere elevato l’interesse del destinatario.

La pressione pubblicitaria via mail è aumentata perciò la profilazione è fondamentale per riuscire ad attirare l’attenzione degli utenti e ottenere performance di successo lavorando su due tipi di informazioni:

  1. i dati ottenuti attraverso domande che permettono di dichiarare (al momento dell’iscrizione) informazioni riguardanti sesso, età, zona geografica
  2. il comportamento dell’utente  al ricevimento della campagna ricavato dall’azione che l’utente stesso compie ad ogni apertura del messaggio in cui viene assegnato un interesse specifico ad un determinato prodotto-servizio.

L’utente in questo scenario è disposto a condividere i propri dati personali se quest’azione comporta migliori contenuti e servizi personalizzati. Questo il successo dell’email marketing non dimenticando di rispettare la privacy dell’utente e dargli informazioni più mirate.

Il tutto racchiuso in un’azione: fornire informazioni di valore, tempestive e soprattutto rilevanti in cambio di qualche minuto di attenzione.

Colpire il giusto target attraverso l’invio di milioni di mail può non avere il successo desiderato: non è il numero che fa la differenza ma il modo in cui viene gestito l’invio. Un metodo per l’invio è l’utilizzo del principio di risonanza il quale afferma che nessuno oggetto è mai realmente fermo. Un concetto di fisica che spiega come un oggetto se sollecitato con una frequenza uguale o maggiore della propria, può iniziare a oscillare con un’ampiezza sempre maggiore accumulando energia. Ebbene si,  la stessa cosa può accadere con l’utilizzo del direct mail: se sollecitato in modo costante e periodico (con la giusta frequenza adatta ad ogni singolo utente), il destinatario accumulerà energia tradotta in fiducia e credibilità.

Ecco come la vecchia e cara email continua a rappresentare uno dei canali privilegiati della comunicazione privata e professionale. E se a riguardo ci fosse qualche dubbio, l’integrazione con l’ambito social si può ragionare così: l’email marketing può essere utilizzato proprio per raggiungere e aggiungere quel target là dove il social network non arriva. Il social network è un ambiente di scambio di “conoscenza” che agisce nel medio-lungo periodo per consolidare un rapporto di comunicazione mentre l’email marketing resta una forma di comunicazione unidirezionale, seppur con qualche grado di interazione, dedicata e mirata.

Liberi di decidere. Consapevoli di farlo.

  • GianlucaFiscato

    Credo che il DEM vada inserito, come da te giustamente osservato, all’interno di una strategia che prima o dopo prevede un’integrazione con i Social Media. Quello che rimane difficile con la mail è: trovare il giusto target, il giusto profilo e il giusto messaggio poiché è un mezzo unidirezionale e assai intasato…