Il marketing della narrativa contemporaneaAvvertenza: questo post nasce sotto l’ombrellone durante un pomeriggio assolato.

Premessa: l’estate è da sempre terreno fertile per la nascita e l’esplosione di casi letterari.

Sviluppo: Estate 2012. Non si parla d’altro, online, offline, sui social, persino Natalia Aspesi, niente meno!, dedica un suo intervento su Repubblica al nuovo bestseller, che in realtà si è già riprodotto – e qui il verbo è azzeccato – in tre. Parliamo di un premio nobel? di un Pulizer? di un Campiello? Niente di tutto questo. Parliamo di una signora inglese che, dal nulla, si scopre scrittrice e, in un batter d’occhio, mette tutto il mondo editoriale ai suoi piedi. Si perché la lady, che si firma con lo pseudonimo di E.L. James, arrivata alla mezza età, ha deciso di distogliere momentaneamente l’attenzione dal suo lavoro e dalla famiglia, per dedicarsi ad un sogno, scrivere. E così ha fatto! Poi la scelta di pubblicare prima come e-book e su print-on-demand attraverso una casa editrice australiana, la Writer’s Coffee Shop, ha fatto si che il tam tam telematico sostituisse a costo zero e con grande efficacia una normale campagna pubblicitaria di lancio. Direte voi, anche il tema ha fatto la sua parte, in questa storia. Ma certo, perché per comunicare “ficcantemente” ci vuole un argomento appealing… Ma questo Mrs James evidentemente lo sa bene! La storia parla da sé, dopo la febbre virale è arrivata quella di carta: Random House in USA, Arrow books in UK, Mondadori in Italia … per 31 milioni di copie vendute nel mondo in 37 paesi, superando così persino Harry Potter e dimostrando che spesso la realtà supera l’immaginazione!

Poteva mancare la trasposizione sul grande schermo? Ovvio che no, avremo presto anche quella.

Tiriamo le somme, negli ultimi anni i libri che hanno spopolato mostrano caratteristiche comuni: si rivolgono prevalentemente a un pubblico femminile con storie a metà tra realtà e fantasia, facendo leva su sentimenti basici e comportamenti molto contemporanei. Il linguaggio utilizzato è semplice e senza troppi fronzoli linguistici, anche se le storie in alcuni casi sono articolate. In generale non c’è molto da capire, è tutto esplicito.

La struttura narrativa consente già in partenza di serializzare, preparando il terreno ai romanzi successivi – e di reggere in video garantendosi una espansione anche in questa direzione – e Mrs James lo esplicita proprio nell’ultima pagina che a mo’ di spot promuove il secondo, e terzo, capitolo della saga solleticando l’attenzione con un piccolo promo. In pratica, una genialata: se non è marketing questo! Mi sono fatta l’idea che se Mrs James avesse scritto un prontuario per il perfetto lavaggio con un determinato detersivo, le casalinghe del mondo sarebbero corse, dopo la lettura, a comprarlo, perché, nonostante la storia abbia picchi di assurdità, pagina dopo pagina non ci si può esimere dal desiderare di vivere quelle esperienze, emozioni, passioni. Per dirla con le parole della Aspesi, “un romanzone rosa”, come tanti che la letteratura di tutti i tempi ci ha consegnato,  in questo caso con l’aggiunta di sculacciate e frustate.

Da questo caso, un suggerimento valido per ogni attività commerciale: con una comunicazione adeguata al prodotto – marketing virale –  e con un prodotto adeguato al target, anche con un modesto investimento, il successo è assicurato.

E ora veniamo all’argomento davvero interessante, il libro porta alla ribalta pratiche che fino a ieri erano sconosciute – e anche qui si vede la furbizia dell’autrice, l’ignoto diventa immediatamente imprescindibile – o per lo meno erano tabu: bondage, sottomissione, spanking, … ma per questo sarà necessario un altro post.

  • Premesso che non ho letto il libro (nè intendo farlo …) non trovo nulla di male che una storia ottocentesca con varianti moderne abbia questo successo. I romanzi d’appendice di 150 anni fa non erano molto diversi, tranne che per il mezzo. Gli uomini e le donne, la loro passione per le storie semplici da condividere (e anche tentare di mettere in pratica) , non sono molto cambiati; gli archetipi soo sempre quelli e il viaggio dell’eroe di campbell è lo stesso da almeno tremila anni. Va bene, qui la cosa sembra di livello non altissimo, ma il fatto che sia scritta e quindi si debba costruire nell’immaginario è già un punto di vantaggio rispetto a serie tv, reality e compagnia bella. Almeno credo.

    • GianlucaFiscato

      Io credo che la grande differenza rispetto i romanzi d’appendice è che qui siamo di fronte ad un libro nato prima come e-book auto-prodotto e pensato fin dalle sue orgini per avere un sequel e un’estensione cinematografica. Siamo di fronte a un libro, forse di livello non altissimo dal punto di vista letterario, ma che rappresenta un interessante esempio di marketing.

      • Cristiano Nordio

        credo che 37 milioni di copie vendute lo rendano più interessante come fenomeno sociale che come fenomeno di marketing. io se fossi un sociologo lo studierei questo caso!

        • GianlucaFiscato

          Il sesso c’è ovunque eppure non sempre vende 37mln di copie 🙂
          Inoltre, in un mercato dell’editoria in fase di transizione fare questo numero da parte di una sconosciuta con un percorso editoriale non lineare credo renda il fenomeno degno di nota per entrambi gli studiosi.