Lampi: la trama nascosta che guida la nostra vita di Barabasi
Lampi: trama nascosta che guida la nostra vita di Albert-László Barabási

Non si è ancora spento il clamore per la registrazione dei nostri movimenti in un file nascosto dell’iPhone, e già un’altra notizia lo scavalca: come ha fatto la polizia olandese a piazzare gli autovelox esattamente dove i limiti di velocità vengono più violati? L’ha scoperto il quotidiano Algemeen Dagblad: la società TomTom ha fornito al governo olandese i dati sulla velocità degli automobilisti raccolti dai suoi sistemi di navigazione gps, e la polizia se ne è servita per identificare i punti “caldi”. Ossia per prevedere ciò che sarebbe avvenuto. Un meccanismo applicabile a tanti altri ambiti della nostra vita, come racconta il fisico Albert-László Barabási, direttore del centro di ricerca sulle reti complesse alla North Eastern University di Boston in Lampi. La trama nascosta che guida la nostra vita (Einaudi, pp. 324, euro 28).


“Oggi quasi tutto ciò che facciamo lascia briciole digitali in qualche database. […] Certo, l’esistenza di queste registrazioni solleva questioni enormi legate alla privacy, un problema di estrema importanza. Ma crea anche un’opportunità storica, offrendo per la prima volta dati oggettivi con un livello di dettagli senza precedenti sul comportamento non di un singolo, ma di milioni di individui”. Negli ultimi anni questi database sono finiti in laboratori di ricerca di vario genere, dove informatici, fisici, matematici, sociologi, psicologi ed economisti hanno potuto analizzarli con l’aiuto di potenti computer e di una vasta schiera di nuove tecnologie.

“Sapere dov’è stata una persona negli ultimi tre mesi ci consente di predire con una accuratezza del 93 per cento dove sarà domani. Questo risulta dal nostro studio su 50 mila utenti di telefonia mobile. In nessun caso, comunque le previsioni sono risultate meno accurate dell’80 per cento”. Il nostro percorso verso l’ufficio o le nostre gite fuori porta non somigliano al moto di gas e molecole, e allora come mai tutto questo interesse da parte dei fisici? “Oggi studiamo le dinamiche sociali per ragioni pratiche: ai fisici interessano i sistemi complessi, e grazie alla diffusione di internet, dei cellulari e del gps, ora il sistema complesso per cui si ha facilmente il maggior numero di dati e quello composto dalle attività e dagli spostamenti delle persone” spiega Barabási. E avverte: siamo molto più prevedibili di quanto crediamo. Per esempio: “Siccome non abbiamo idea di quando qualcuno ci scriverà, pensiamo che inviare email sia un’attività distribuita nel tempo in modo casuale. Ma non è così. Esiste uno schema: brevi periodi di attività intensa (i “lampi” del titolo), nei quali mandiamo molte mail, e poi lunghi intervalli senza messaggi”.

Chi, pur apprezzando le applicazioni vantaggiose degli studi di scienziati come Barabási, trovi motivo di conforto nel constatare che rimane pur sempre un sette per cento di percentuale di errore nelle previsioni sui nostri movimenti di domani, non si illuda troppo: “Quel sette per cento che non riusciamo a cogliere corrisponde a scelte che la persona non ha mai fatto prima, come provare un ristorante sconosciuto, consigliato da amici” spiega Barabási. “Ma se, insieme alla persona, studio anche il suo gruppo di riferimento, ecco che l’imprevedibilità scende al 3-5 per cento…”.

Seguendo le tracce di queste scoperte arriveremo a considerare i ritmi della vita come segni di un ordine più profondo che caratterizza il comportamento umano, ordine che può essere esplorato, previsto e senza dubbio sfruttato. […] Più a fondo le esamineremo, più sarà evidente che le azioni umane seguono schemi semplici e riproducibili, governati da leggi di vasta portata. Dimenticate il lancio dei dadi e le scatole di cioccolatini come metafore della vita. Pensatevi come un robot sognante guidato dal pilota automatico e sarete molto più vicini alla verità”.

Barabási sostiene che si potrà presto prevedere scientificamente il futuro. Attenzione, non si riferisce ai  fenomeni fisici (il tempo, le eclissi, i terremoti…), bensì al comportamento umano. A questo punto mi chiedo: ma come la mettiamo con l’effetto farfalla?