Buongiorno” dice il signore elegante entrando nell’Antica Trattoria Pomellato “Buongiorno“ risponde Angelo Pomellato dietro il bancone
Lei è il titolare?
Si, ha bisogno?

Io lavoro per l’Istituto per il Corretto Uso dell’Aggettivo, Ministero dell’Interno ramo linguistico

Ah

Veniamo al dunque, posso immaginare che sia molto indaffarato

Eh bé

Ecco” aprendo sul bancone uno smilzo fascicolo “lei ha aperto questo esercizio nel 2002, giusto?

Si

Secondo la normativa lei non può definire la sua, sicuramente degna, trattoria … antica

È uno scherzo

Il suo lavoro è uno scherzo? No, nemmeno il mio

Ma è solo una parola

Un aggettivo, per la precisione

Solo un aggettivo allora

In parte lei ha ragione, ma allora perché ha deciso di chiamarla antica

Perché le dava quel tocco di …

Ecco bravo! Ha colto nel segno. Ha usato un aggettivo falsando la realtà. L’aggettivo è qualificativo e qualifica come antico qualcosa che non lo è

Ah!

Il Ministero non permetterà più che sia fatto un uso improprio degli aggettivi adducendo in inganno, in questo caso il commensale

Eh?

Non possiamo distendere sopra le cose parole come fossero lenzuoli copri-divani per nascondere la macchie di cioccolato? Ha capito adesso?

Insomma

Ma siccome l’Istituto ha un ruolo prima di tutto eminentemente educativo e poi, solo in seguito, repressivo, in questo caso le chiediamo di togliere l’aggettivo. La monitoriamo e torneremo tra un paio di mesi

Mi chiama lei?

Chiamiamo sempre noi, non si preoccupi. Fatto quanto detto le diamo la quietanza che la situazione in contenzioso è chiusa e tutto sarà a posto

Certo

Bene signor Pomellato la saluto e ci vediamo tra due mesi. Le lascio il verbale e buona giornata

Buona giornata

Il signor Angelo Pomellato rimase a guardarlo mentre usciva. Chiusa la porta si guardò attorno cercando di capire se quello fosse la sua ant …, la sua trattoria. Si! Era la sua trattoria, ma d’un tratto la vedeva nuda, come ne fosse stato svelato il segreto al Tg delle venti e tutti, adesso, sapevano.

  • Bello l'accostamento Matteo. Molto bello anche lo stile "romanzesco".
    L'immagine del Sig. Pomellato è molto vera nella sua ingenuità e si ritrova spesso nella realtà. Un modo di comunicare se stessi poco coerente con quello che si è realmente. Un marketing anni '80 e purtroppo ancora bello presente nelle nostre vite.

    Mi piace soprattutto quando scrivi:

    "Non possiamo distendere sopra le cose parole come fossero lenzuoli copri-divani per nascondere la macchie di cioccolato"…

    Mi viene in mente il post che ho scritto qualche settimana fa sul Riposizionamento dell'ENI

    La cosa bella è che quel Ministero siamo noi e la Rete è il nostro megafono.
    Solo valori autentici contraddistinguono strategie di marketing di lungo periodo!

    • Come tu sai io sono filosofo.

      Un punto di vista, tra i tanti.
      Ho sempre di più l'impressione che un certo tipo di marketing abbia forzato la semantica. Ma da filosofo amante della parola e da consumatore che legge queste stesse parole, mi rendo conto che sono state usate talmente tante volte e in modo così improprio da renderle ormai senza importanza.

      È efficace questo tipo di comunicazione?

  • La domanda è ben posta! E dovrebbero farsela in molti.
    La risposta necessiterebbe di una lunga disquisizione. Facendola breve… funziona ancora (altrimenti non lo farebbero), anche se c'è sempre più gente attenta e molta meno che ci crede… quindi alla fine funziona per chi investe solo nel breve periodo, con grosse ricadute reputazionali che nel lungo periodo minano la sopravvivenza. Per fortuna 😉

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