Con il termine flash mob (dall’inglese flash – breve esperienza e mob – moltitudine) si indica un gruppo di persone che si riunisce all’improvviso in uno spazio pubblico, mette in pratica un’azione insolita generalmente per un breve periodo di tempo per poi successivamente disperdersi. Il raduno viene generalmente organizzato attraverso comunicazioni via internet o tramite telefoni cellulari. In molti casi, le regole dell’azione vengono illustrate ai partecipanti pochi minuti prima che l’azione abbia luogo.

Nella maggior parte dei casi, il flash mob non ha alcuna motivazione se non quella di rompere la quotidianità. I partecipanti all’azione (flashmobbers o mobbers) si incontrano in un punto prestabilito per realizzare assieme un’azione corale che non ha alcun senso, se non contestualizzato in quei brevi istanti di evento. In questi casi, il flash mob si presenta come un’azione apolitica, aconfessionale, priva di connotazioni religiose, politiche o sociali; in essa viene unicamente incoraggiata la piena libertà di espressione. In alcuni casi la tecnica di organizzazione dei Flash Mob è stata ripresa anche per motivazioni politiche, ad esempio per organizzare una protesta lampo o promuovere un evento collettivo: i concerti improvvisati del gruppo ecologista messicano Sagrimento, organizzati alla periferia di Città del Messico in luoghi normalmente esclusi da eventi artistici e musicali, possono essere definiti come dei Flash Mob con finalità politiche; anche a Firenze si sono tenuti vari flash mob di “stampo” politico come la lettura all’unisono del nono articolo della Costituzione contro la legge 133.

I pillow fight (la battaglia dei cuscini) e i gavettoni non sono ritenuti flash mob. Mobilitazioni di massa che hanno precisi scopi sono chiamati smart mobs, ripresi nella teorizzazione del fenomeno ad opera del sociologo Howard Rheingold nel suo “Smart Mobs: The Next Social Revolution“.

Nel freeze flash mob (dall’inglese freeze – immobile) i partecipanti ad una data ora si fermano restando immobili fino al segnale di fine evento.

In tempi brevissimi il fenomeno di massa del flash mob ha investito tutto il mondo: il primo risale al 2003 a New York per diffondersi anche in Europa e altri paesi.

Il 15 gennaio 2009 un flash mob (che su Facebook contava oltre 13.000 adesioni) si è tenuto presso la stazione di Liverpool Street. The T. Mobile Dance è uno dei flash mob realizzati a scopo pubblicitario più divertenti della rete. Con una scaletta musicale assemblata con pezzi di diversa estrazione, coreografia semplice ma efficace e partecipanti vestiti come nella quotodianità. Con grande effetto sorpresa. La Polizia ha dovuto porre fine all’evento, conclusosi con qualche arresto, per sovraffollamento e per permettere il regolare flusso di viaggiatori.

I risultati di un genuino passaparola online sono stati:

  • 18,572,973 visualizzazioni
  • 20,649 commenti
  • #1 sulle Viral Video Chart
  • 22% aumento delle vendite

Sempre la T-Mobile ha poi continuato con altri Flashmob decisamente interessanti:

che potete ritrovare nel loro canale youtube: Life for Sharing

In Italia il flash mob è stato reso ulteriormente famoso con il film Notte prima degli esami – Oggi, dove gli attori Carolina Crescentini e Nicolas Vaporidis partecipano ad un evento sul famoso ponte di Castel Sant’Angelo a Roma, spogliandosi completamente.

Il 4 ottobre 2009 a Napoli un gruppo di giovani si è radunato in Piazza del Plebiscito in onore del celebre cantante scomparso Michael Jackson, organizzati con telecamere ed impianto audio, si è scatenato nella coreografia della canzone Beat It, la performance è stata ripetuta durante la stessa mattina in altri 4 punti del centro città, facendo ad ogni spostamento più proseliti.

Difficile ottenere qualcosa di altrettanto interessante oggi, ma visti i risultati ottenuti lo strumento va sicuramente tenuto in considerazione.