Torniamo sul Cluetrain Manifesto per la settima puntata delle otto previste.

Dopo gli articoli (41-52), dalla lettura delle 95 tesi oggi parliamo degli articoli (53-71):



Collegare il mercato Internet con le Intranet aziendali

Secondo il Manifesto, l’ideale è che il mercato in rete sia collegato alla rete intranet in modo da permettere la più completa comunicazione tra coloro che vivono nel mercato e coloro che stanno all’interno dell’azienda stessa (tesi 53). L’ottenimento di questo livello di comunicazione viene ostacolato dalla imposizione delle ‘strutture di comando e controllo’ (tesi 54-58), ma, in definitiva, le organizzazioni dovranno consentire questo livello di comunicazione per continuare ad esistere quando il nuovo mercato non risponderà più alla ‘voce da mass-media’ dell’organizzazione (tesi 59-71).

Da Il mestiere di scrivere vediamo la traduzione italiana di Luisa Carrada:

  1. Ci sono due conversazioni in corso. Una all’interno dell’azienda, l’altra con il mercato.
  2. Nessuna delle due va bene, nella maggior parte dei casi. Quasi sempre, alla base del fallimento ci sono le vecchie idee di comando e controllo.
  3. Come politica di impresa, queste idee sono velenose. Come strumenti, sono fuori uso. Comando e controllo sono visti con ostilità dai lavoratori della conoscenza e con sfiducia dai mercati online.
  4. Queste due conversazioni vogliono parlare l’una con l’altra. Parlano lo stesso linguaggio. Si riconoscono l’un l’altra dalla voce.
  5. Le aziende intelligenti si faranno da parte per far accadere l’inevitabile il prima possibile.
  6. Se la volontà di farsi da parte è presa come parametro del quoziente di intelligenza, allora veramente poche aziende si mostrano rinsavite.
  7. Seppur subliminalmente, milioni di persone sulla rete percepiscono ormai le aziende come strane finzioni legali che fanno di tutto perché queste due conversazioni non si incontrino.
  8. Questo è suicidio. I mercati vogliono parlare con le aziende.
  9. E’ triste, ma la parte di azienda con cui i mercati vogliono parlare è spesso nascosta dietro una cortina di fumo, il cui linguaggio suona falso – e spesso lo è.
  10. I mercati non vogliono parlare con ciarlatani e venditori ambulanti. Vogliono partecipare alle conversazioni che si svolgono dietro i firewall delle aziende.
  11. Sveliamoci e parliamo di noi: quei mercati siamo Noi. Vogliamo parlare con voi.
  12. Vogliamo accedere alle vostre informazioni, ai vostri progetti, alle vostre strategie, ai vostri migliori cervelli, alle vostre vere conoscenze. Non ci accontentiamo delle vostre brochures a 4 colori, né dei vostri siti Internet sovraccarichi di bella grafica ma senza alcuna sostanza.
  13. Noi siamo anche i dipendenti che fanno andare avanti le vostre aziende. Vogliamo parlare ai clienti direttamente, con le nostre voci e non con i luoghi comuni delle brochures.
  14. Come mercati, come dipendenti siamo stufi a morte di ottenere le informazioni da un lontano ente di controllo.
  15. Come mercati, come dipendenti, ci domandiamo perché non ci ascoltate. Sembrate parlare una lingua diversa.
  16. Il linguaggio tronfio e gonfio con cui parlate in giro – nella stampa, ai congressi – cosa ha a che fare con noi?
  17. Forse fate una certa impressione sugli investitori. Forse fate una certa impressione in Borsa. Ma su di noi non fate alcuna impressione.
  18. Se non fate alcuna impressione su di noi, i vostri investitori possono andare a fare un bagno. Non lo capiscono? Se lo capissero, non vi lascerebbero parlare così.
  19. Le vostre vecchie idee di “mercato” ci fanno alzare gli occhi al cielo. Non ci riconosciamo nelle vostre previsioni – forse perché sappiamo di stare già da un’altra parte.

Copyright versione inglese © 1999 Levine, Locke, Searls & Weinberger.
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